Tariffe e imposte

La tariffa del gas

Il prezzo di vendita del gas è regolamentato dall'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas, la quale, attraverso la delibera 138/03 del 16 dicembre 2003 e successive modifiche, ne ha stabilito i criteri di determinazione.

Il prezzo copre i costi associati all'approvvigionamento, all'attività di distribuzione e vendita del gas.
La tariffa del gas è composta da una quota variabile proporzionale ai consumi, una quota fissa mensile, dalle accise e dalle imposte.

La quota variabile si articola in genere su sette scaglioni di consumo su cui ci si posiziona in funzione del consumo raggiunto all'interno dell'anno termico (periodo che va dal 1 luglio al 30 giugno dell'anno successivo). Ad ogni scaglione è associato un prezzo, che diminuisce passando a scaglioni di maggior consumo, quindi durante l'anno termico il prezzo applicato varia in funzione dello scaglione raggiunto. Ciò significa che il prezzo medio del gas si riduce al crescere del consumo.
La quota variabile è aggiornata ogni tre mesi dall'Autorità per l'energia elettrica ed il Gas in funzione dell'andamento dei prezzi petroliferi.

La quota fissa mensile dipende dal gas consumato nell'anno termico. All'inizio dell'anno termico l'importo della quota fissa viene stabilito in funzione del consumo dell'anno termico precedente e a fine anno termico tale importo viene ricalcolato in funzione dell'effettivo consumo dell'anno e conguagliato.
I clienti che consumano un volume superiore a 200.000 mc/anno pagano invece una quota fissa che dipende dal prelievo giornaliero massimo.
L'altitudine, il luogo geografico e il potere calorifico influenzano il prezzo del gas che per questo motivo varia da un Comune all'altro.

Le tariffe in vigore sono consultabili in formato Excel:

SCARICA IL FILE DEI PREZZI

Le imposte

Per quanto riguarda l'imposizione fiscale, stabilita dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dalle Regioni di competenza, il gas metano è soggetto all'imposta di consumo ed all'addizionale regionale; entrambe dipendono ancora dalle vecchie categorie di utilizzo del gas: T1,T2,T3,T4.

L'imposta di consumo, espressa in €/m3, dipende dal tipo di utilizzo del gas metano; le tariffe attualmente in vigore per usi diversi da quelli di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica n.218 dell'anno 2003 riguardante le leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, sono:

  • per usi domestici di cottura cibi e produzione di acqua calda, di cui alla tariffa T1 del provvedimento CIP n.37 del 26 giugno 1986 :0,0448491€/m3
  • per usi di riscaldamento individuale a tariffa T2 fino a 250 m3 annui: 0,0788526 €/mc
  • per usi di riscaldamento individuale oltre a 250 m3 annui: 0,1733074 €/m3
  • per altri usi civili: 0,1733074 € /m3.

Per quanto riguarda gli usi di gas metano per cui è prevista un'agevolazione fiscale leggi la sezione dedicata agevolazioni fiscali.

L'addizionale regionale , espressa in Euro/m3, varia a seconda delle Regioni; in ogni caso non può mai essere maggiore della metà dell'imposta di consumo corrispondente e superare la soglia massima di 0,0258 € al metro cubo di gas erogato.

Per quanto riguarda gli usi di gas metano per cui è prevista una agevolazione fiscale consulta la sezione agevolazioni fiscali.

L'I.V.A , imposta sul valore aggiunto, viene applicata all'importo complessivo (comprensivo di imposta di consumo ed addizionale regionale) e differenziata per destinazione d'uso del gas: ad esempio, per i consumi domestici (acqua calda sanitaria e cottura cibi) è pari al 10% mentre per i consumi relativi al riscaldamento è pari al 20%.

Consulta la sezione agevolazioni fiscali per le attività esenti dal pagamento dell'imposta sul valore aggiunto. I clienti che consumano un volume superiore a 200.000 mc/anno pagano invece una quota fissa che dipende dal prelievo giornaliero massimo.

L'altitudine, il luogo geografico e il potere calorifico influenzano il prezzo del gas che per questo motivo varia da un Comune all'altro.
Per consultare le tariffe in vigore vai alla sezione tariffe .

Per quanto riguarda l'imposizione fiscale , stabilita dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dalle Regioni di competenza, il gas metano è soggetto all'imposta di consumo ed all'addizionale regionale; entrambe dipendono ancora dalle vecchie categorie di utilizzo del gas: T1,T2,T3,T4.

L'imposta di consumo , espressa in €/m3, dipende dal tipo di utilizzo del gas metano; le tariffe attualmente in vigore per usi diversi da quelli di cui all'art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica n.218 dell'anno 2003 riguardante le leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, sono:

  • per usi domestici di cottura cibi e produzione di acqua calda,di cui alla tariffa T1 del provvedimento CIP n.37 del 26 giugno 1986: 0,04000 €/m3
  • per usi di riscaldamento individuale a tariffa T2 fino a 250 m3 annui: 0,04000 €/mc
  • per usi di riscaldamento individuale oltre a 250 m3 annui: 0,17320 €/m3
  • per altri usi civili: 0,173200 € /m3.

Per quanto riguarda gli usi di gas metano per cui è prevista un'agevolazione fiscale leggi la sezione dedicata agevolazioni fiscali.

L'addizionale regionale , espressa in Euro/m3, varia a seconda delle Regioni; in ogni caso non può mai essere maggiore della metà dell'imposta di consumo corrispondente e superare la soglia massima di 0,0258 € al metro cubo di gas erogato.
Per quanto riguarda gli usi di gas metano per cui è prevista una agevolazione fiscale consulta la sezione agevolazioni fiscali.

L'I.V.A , imposta sul valore aggiunto, viene applicata all'importo complessivo (comprensivo di imposta di consumo ed addizionale regionale) e differenziata per destinazione d'uso del gas: ad esempio, per i consumi domestici (acqua calda sanitaria e cottura cibi) è pari al 10% mentre per i consumi relativi al riscaldamento è pari al 20%.
Consulta la sezione agevolazioni fiscali per le attività esenti dal pagamento dell'imposta sul valore aggiunto.